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Lavori condominiali e detrazioni fiscali: quale percentuale si applica?

Negli ultimi anni molti condomìni hanno avviato importanti interventi di riqualificazione energetica approfittando degli incentivi statali, in particolare del Superbonus 110%. Tuttavia, quando i lavori vengono realizzati a cavallo di più anni e si sommano spese dirette non coperte dal meccanismo della cessione del credito, è lecito chiedersi: quale aliquota di detrazione si applica?

Superbonus e lavori condominiali: un quadro in evoluzione

Il Superbonus è stato introdotto con una percentuale del 110%, ma la normativa ha subito numerosi aggiornamenti, riducendo progressivamente la percentuale spettante:

  • 110%: per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 (con alcune proroghe per edifici condominiali con determinate caratteristiche).

  • 90% o 70%: per spese sostenute nel 2024, ma solo in casi specifici e nel rispetto di determinati requisiti.

  • 50%: per le spese non rientranti più nel perimetro del Superbonus, ma comunque agevolabili come manutenzione straordinaria o risparmio energetico.


Cessione del credito e spese extra

Molti condomìni hanno coperto buona parte dei costi tramite la cessione del credito d’imposta alle imprese esecutrici. Tuttavia, le spese extra, come lavori non previsti nel progetto iniziale o parcelle professionali aggiuntive, sono spesso state saldate direttamente dai condòmini tramite bonifico all’amministratore.

E qui nasce il dubbio: che aliquota spetta per queste spese fuori cessione del credito?


Come individuare la corretta percentuale di detrazione

La risposta dipende da:

  1. La natura del lavoro: rientra ancora nel perimetro Superbonus oppure si tratta di interventi "ordinari" (come manutenzione straordinaria, ristrutturazione, risparmio energetico)?

  2. La data del pagamento: il principio generale per le persone fisiche è quello di cassa, quindi conta la data in cui è stato effettuato il bonifico.


Esempi pratici:

  • Spesa pagata nel 2023: se riferita a interventi non più coperti dal Superbonus o esclusi dalla cessione del credito, può rientrare nel Bonus Casa al 50%, se i requisiti sono rispettati.

  • Spesa pagata nel 2024: anche se relativa a lavori iniziati nel 2023, se pagata nel 2024 e non coperta da Superbonus, si applicherà l’aliquota in vigore nel 2024 per quella tipologia di intervento (nella maggior parte dei casi 50%).


Quali documenti servono per la detrazione?

Per beneficiare della detrazione fiscale, è necessario che:

  • Il pagamento sia tracciabile (bonifico “parlante” anche se verso l’amministratore).

  • Sia stata inviata la comunicazione all’ENEA (se richiesta per la tipologia di intervento).

  • L’amministratore fornisca la certificazione delle spese sostenute e la quota millesimale attribuita al singolo proprietario.


Conclusioni

Se stai affrontando spese condominiali extra non comprese nella cessione del credito per lavori avviati con il Superbonus, verifica con attenzione la data di pagamento e la tipologia dell’intervento. In molti casi, potrai comunque beneficiare della detrazione del 50%, purché vi siano i presupposti normativi.

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