Quando si stipula un contratto di locazione non abitativa – come box, garage o posto auto – il locatore può scegliere se versare l’imposta di registro annualmente oppure in un’unica soluzione per l’intera durata del contratto.
In caso di risoluzione anticipata, sorgono spesso dubbi su come funziona il rimborso delle annualità pagate ma non godute.
Di seguito una guida chiara, neutra e completamente generale per capire come calcolare il rimborso e come richiederlo.
Se un contratto registrato viene risolto prima della scadenza naturale e l’imposta di registro era stata versata anticipatamente per più annualità, il locatore ha diritto al rimborso delle annualità successive a quella in cui il contratto si conclude.
Il criterio fondamentale da ricordare è:
il calcolo si basa sull’annualità contrattuale, non sull’anno solare.
L’annualità contrattuale corrisponde al periodo di 12 mesi che decorre dalla data di inizio del contratto, e rappresenta l’unità di misura su cui si calcolano imposte e rinnovi.
Si consideri un contratto di locazione della durata complessiva di più anni, con imposta di registro già pagata in anticipo per l’intero periodo.
Se la risoluzione avviene:
alla fine della prima annualità contrattuale, il contratto è durato un anno esatto;
prima dell’inizio della seconda annualità, il locatore ha diritto al rimborso di tutte le annualità successive.
Ad esempio, in un contratto quadriennale, se la risoluzione avviene al termine della prima annualità, il rimborso spettante riguarda:
seconda annualità
terza annualità
quarta annualità
Totale: tre annualità da rimborsare.
Se invece la risoluzione interviene dopo l’inizio della seconda annualità, il rimborso coprirà solo le annualità ulteriori.
Il rimborso non spetta se:
la risoluzione non viene registrata tramite modello RLI;
la comunicazione avviene oltre i termini previsti;
il contratto viene modificato, ma non formalmente concluso;
non vi sono annualità residue oltre quella in cui la risoluzione si colloca.
La data indicata nel modello RLI è quindi essenziale per stabilire con precisione il diritto al rimborso.
Il rimborso non avviene automaticamente: è necessario presentare un’apposita istanza.
Registrare la risoluzione tramite modello RLI entro 30 giorni dalla data effettiva.
Presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, allegando:
copia del contratto registrato;
ricevuta dell’imposta di registro versata in anticipo;
ricevuta della risoluzione registrata;
documento d’identità e coordinate IBAN.
Attendere l’esito dell’istruttoria (i tempi possono variare).
Quando un contratto di locazione si interrompe prima del previsto, il locatore che ha pagato l’imposta di registro per l’intera durata può recuperare l’importo relativo alle annualità non maturate.
Il riferimento è sempre l’annualità contrattuale, non l’anno civile.
Una corretta e tempestiva comunicazione della risoluzione tramite modello RLI e una domanda di rimborso completa permettono di recuperare quanto versato in eccesso.
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