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Cosa serve al notaio per un preventivo di acquisto casa?

Il costo del notaio è una voce di costo importante nell’ambito delle spese da sostenere per l’acquisto di una casa. Certamente, si tratta di un aspetto che viene affrontato in un secondo momento, cioè dopo aver individuato l’immobile che si desidera acquistare e dopo aver raggiunto un accordo con il venditore, sancito da un preliminare oppure da una proposta d’acquisto firmata da ambo le parti.

 

Sta di fatto che per molte persone avere, sin da subito, consapevolezza dei costi da sostenere dinanzi al notaio può consentire di programmare al meglio l’operazione anche sul piano economico. Per maggiori dettagli su come individuare e richiedere un preventivo notarile ti consigliamo di leggere un articolo di approfondimento pubblicato sul portale Prezzinotaio.it 

 

Per giunta, in Italia i notai agiscono come sostituti d’imposta. Questo vuol dire che quando si va dal notaio si paga non solo la parcella del pubblico ufficiale per la consulenza prestata e per la redazione dell’atto ma si versano anche le imposte associate all’operazione immobiliare.

 

Tra l’altro, sappiamo bene che molto spesso chi acquista un immobile lo fa avvalendosi di un finanziamento bancario. In casi del genere, il notaio è tenuto a stipulare due atti, uno per l’acquisto dell’immobile, un altro per il mutuo.

 

Va, però, chiarito che le imposte associate al mutuo non vengono versate in sede di rogito notarile. Ad esempio, l’imposta sostitutiva, le spese di istruttoria e le spese di perizia vengono detratte direttamente dall’importo erogato dalla banca.

 

Chiaramente, per consentire al notaio di elaborare un preventivo preciso e attendibile, è necessario fornire al professionista alcune importanti informazioni relative all’immobile che si sta per acquistare.

 

In primo luogo, il notaio dovrà sapere se l’acquirente o gli acquirenti (in caso di immobile cointestato) hanno la possibilità di usufruire delle agevolazioni sulla prima casa. Lo Stato, infatti, riserva dei benefici fiscali a chi si appresta ad acquistare la propria prima casa e ne trasferisce la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.

 

Ci sono, però, alcune caratteristiche che l’immobile deve possedere affinché gli acquirenti possano beneficiare degli incentivi fiscali. Nel nostro paese ogni immobile è caratterizzato da una specifica categoria catastale. Questa classificazione consente di distinguere gli immobili in base alle loro caratteristiche. In tal senso, sono esclusi dalle agevolazioni gli edifici appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9 cioè gli immobili considerati di lusso.

 

Per essere certi della categoria catastale dell’immobile è necessario fornire al notaio una visura catastale. All’interno di questo documento si trovano le informazioni relative alla categoria catastale dell’immobile e di eventuali pertinenze ad esso annesse (cantine, garage etc.).

 

Il notaio deve, inoltre, essere messo al corrente rispetto alla tipologia di soggetto che effettua la vendita di un immobile. Nella maggior parte dei casi, le vendite avvengono tra privati ma ci sono delle eccezioni che possono riguardare, ad esempio, gli immobili di nuova costruzione.

 

Se l’immobile viene messo in vendita da un’impresa di costruzione che non è esente dal versamento dell’IVA, la tipologia e l’ammontare delle tasse può variare.

 

In tal senso, è utile sapere che le principali imposte che si pagano sull’acquisto di una casa sono:

 

  •  Imposta di registro;
  •  Imposta ipotecaria;
  •  Imposta catastale;
  •  Imposta sul valore aggiunto o IVA.

 

 

Per le imposte di registro, ipotecaria e catastale sugli immobili venduti da imprese non esenti da IVA, il costo di ognuna delle tre tasse è pari a 200 €. Se l’immobile coincide con la prima casa, l’acquirente dovrà pagare l’IVA al 4% (10% per le seconde case).

 

Diverso, invece, è il discorso quando a vendere è un privato. L’imposta di registro è pari al 2% sul valore catastale dell’immobile (9% per le seconde case) mentre per l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale l’importo è pari a 50 € cadauna.

 

A ciò, come detto poc’anzi, bisognerà aggiungere l’onorario del notaio. Trattandosi di una libera professione e non essendo presenti vincoli legati alle tariffe, il compenso è a discrezione di ogni singolo notaio.

 

Per provare a risparmiare qualcosa sulle spese notarili, potrebbe essere opportuno richiedere più di un preventivo e, dunque, interfacciarsi con vari professionisti. Tra un notaio e l’altro potrebbero esserci differenze di onorario anche considerevoli.

 

Per giunta, un prezzo più basso non dovrebbe andare a discapito della qualità della prestazione erogata dal notaio. Del resto, si tratta di una professione non accessibile a chiunque e sulla quale lo Stato svolge rigorosi controlli, proprio per via dell’importanza e della delicatezza del ruolo ricoperto dai notai sia in ambito immobiliare ma anche nel settore del diritto societario e familiare.

 

In ogni caso, è bene sapere che il notaio potrebbe calcolare il proprio onorario considerando il valore dell’immobile ma anche la complessità del lavoro da svolgere. Ad esempio, quando è presente un mutuo, il notaio dovrà interfacciarsi anche con l’istituto di credito erogante, al quale dovrà trasmettere la relazione notarile preliminare.

 

Dunque, non è da escludere che il professionista possa tenere conto di questi aspetti in fase di invio del preventivo.

 

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